Collana in Malachite

100.00 iva inclusa

Materiale: Pietra naturale in Malachite

Lunghezza: 60cm

Fantasia: Malachite

Descrizione

collana in malachite

Collana in malachite. Il nome deriva dal greco malake, ovvero “malva”, poiché ricorda il colore delle foglie della pianta.
La malachite è uno dei minerali che si trova citato più spesso in miti e leggende. Era considerata la pietra del paradiso e rappresentava la sensualità, la bellezza, la curiosità, il senso estetico e le arti musicali. Da sempre è un simbolo della figura femminile e in tutte le culture è stata dedicata a qualche dea: in Egitto, Hathor; in Grecia, Afrodite; presso i Celti, in Europa, Freya.

Gruppo: Carbonati

Formula chimica: Cu2(CO3)(OH)2

Parole chiave: illuminare la direzione, creatività, confidenza, protezione, cura del cuore

Elemento: Fuoco

Chakra: •(03°) Plesso solare, •(04°) Cuore

Colore: da verde giada a verde smeraldo

Segno zodiacale: Toro (20 Aprile – 20 Maggio), Bilancia (23 Settembre – 22 Ottobre), Scorpione (23 Ottobre – 21 Novembre), Saggittario (22 Novembre – 21 Dicembre), Capricorno (22 Dicembre – 19 Gennaio)

Descrizione:
La malachite è un minerale della famiglia dei carbonati (per la precisione è un idrossido carbonato rameico), e risulta effervescente al contatto con l’acido cloridrico.

Per il suo bel colore che va dal verde chiaro al verde scuro, ed il caratteristico accrescimento che la fa caratterizzare con zonature date da sfumature di tonalità, la malachite viene utilizzata in gioielleria soprattutto come cabochon e in oggettistica semipreziosa. Tuttavia essendo un minerale con scarsa durezza, i manufatti in malachite possono rigarsi e rovinarsi facilmente, se usati e toccati senza attenzione.

Sono famose le bellissime colonne in malachite della Cattedrale di Sant’Isacco a San Pietroburgo, pietra ampiamente utilizzata anche nel rivestimento delle sale della residenza estiva degli zar, il Palazzo d’Inverno, a San Pietroburgo. Le strisce sulla base della FIFA World Cup sono di questa pietra.

I Greci e i Romani ne facevano amuleti ritenendo che proteggesse dagli infortuni. In miniera era chiamata “verdura delle rocce” per il suo colore che la mette in risalto sulla ganga rocciosa circostante.

Veniva anche usato come pigmento pittorico, il pigmento era conosciuto con i nomi: verde azzurro di Spagna, verde azzurro, verde tedesco, verde minerale, verde azzurro di Magna Grecia e verde d’Alemagna.